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Benito
Mazzi Quando nelle vallate alpine e nelle campagne imperava solenne la miseria anche le volpi affamate si spingevano alle porte dei paesi e “abbaiavano” come cani. In questo libro quaranta persone di età compresa tra i 94 e i 37 anni rivivono i loro Natali lontani. Un ritratto a tutto tondo dell’incrollabile tenacia della gente di montagna. Un libro che parla di montagna alla gente di montagna e a tutti: tra aneddoti divertenti e episodi tragici, la memoria dei personaggi “raccontati” da Mazzi si fa letteratura. Di grande interesse anche le immagini inedite d’epoca raccolte nel libro. |
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| L'AUTORE |
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Benito
Mazzi, nato in Val d’Ossola, è uno dei migliori scrittori
italiani di vicende legate alla montagna, alla sua gente e alle sue
tradizioni. Per Interlinea ha pubblicato – tra gli altri - Nel
sole zingaro, romanzo dedicato al mondo dei contrabbandieri,
finalista al premio Strega nel 1995 e Un uomo che conta,
secondo classificato al Bancarella sport nel 1999. Tra i suoi libri va
ricordato anche Almeno quest’anno fammi promosso
scritto con Gaetano Afeltra (Rizzoli) |
| UN BRANO DEL LIBRO |
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C’era
una volta il bambino Gesù. In Vigezzo a quei tempi l’inverno era
davvero inverno, per uscire di casa al mattino c’era spesso da
scavare tra metri di neve. Suonava la campana della cala e ogni
capofamiglia era tenuto a spalare gratuitamente un tratto di paese
assegnatogli dal sorteggio. Nel giro di poche ore i collegamenti
interni erano ripristinati. Per lo stradone principale il discorso era
diverso. C’era da aspettare lo slittane, spartineve trainato dai
cavalli che percorreva ininterrottamente giorno e notte tutta la
valle. |
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